Mistero

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E ci sono giorni
che cascano giù
come meli dai rami.
Vissuti in attesa,
partenza,
o magari ritorni,
e l’assenza
si fa presenza,
evaporano i contorni,
vita sospesa,
e si resta fuori
all’addiaccio,
perché è più facile,
dentro il silenzio fa troppo rumore,
e ci vuole coraggio,
affrontare il passato,
fuggire al presente,
e il futuro non pervenuto,
assente.
E poi…
Uno squarcio di luce,
come solfeggio,
la tua voce
a colorare
i miei oggi,
a dare speranza
al mio domani,
spazzati via i fantasmi di quel che è stato,
le tue mani
chiavi per la serratura del mio passato,
come un dono
i tuoi sorrisi,
l’incavo del tuo collo
sorgente di vita,
profumo d’alicanto,
inebria, stordisce,
barcollo…
E i nostri abbracci
dove non si capisce
dove inizia uno e l’altro finisce,
incanto…
Riparo,
ed è vita
in divenire,
sinfonia,
in battere e levare,
tela impressionista
dalla sfumatura surrealista,
ritrovarsi tra le dita il santo graal,
allucinazione,
come sindrome di Stendhal,
dai tuoi occhi rapito,
in cui rivedo me bambino,
negli anni d’oro,
non posso farci niente se
tu mi guardi
ed io m’innamoro…

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